contatta la redazione di questo blog alla e mail: coopofficina@yahoo.it - COLLABORANO alla realizzazione questo blog: Nazzareno Guarnieri- Umberto Spada- Caldarelli Francesca- Bruno Morelli- Maria Grazia Dicati- Eva Rizzin- Santino Spinelli- Alain Goussot- Marco Brazzoduro - Stefano Montesi- Guarnieri Giulia- Di Rocco Claudio- Spinelli Antonella- Di Rocco Mauro- Guarnieri Franco. FOTO - Le foto di questo blog sono di Stefano Montesi e Maria Grazia Dicati
Mentre i problemi dei cittadini Italiani crescono paurosamente, l Governo Italiano si preoccupa di approvare leggi per salvare la CASTA, e di “trattare” con scelte razziste lo 0,3% della popolazione, cioè Rom e Sinti. Il Governo Italiano per la questione Rom/Sinta afferma: “morbidi con le persone, duri con la problematica”, ma se non conoscono la problematica cosa significa essere duri con la problematica?
E’ evidente che si tratta di un gioco sporco, e l’indignazione per il gioco sporco del Governo Italiano verso Rom e Sinti è grande; un gioco sporco creato ad arte per NON affrontare il problema vero: una politica di interazione culturale per e con Rom e Sinti.
Roma, 9 lug. (Apcom) - La questione dei rom non è un tema da gestire nell'emergenza; è necessaria una progettazione di lungo periodo. L'Arci Solidarietà Lazio ha organizzato questa mattina un convegno alla Provincia di Roma. Ospite dell'incontro l'ex ministro dell'Interno, Giuliano Amato, che ha parlato dell'attività del passato Governo: "Abbiamo fatto degli errori durante la nostra breve legislatura. La stesura di leggi sul tema delle minoranze devono essere precedute da tavoli di lavoro, perchè gli italiani sono carichi di pregiudizi sulla questione.
POPICA ONLUS esprime la propria indignazione, preoccupazione e irremovibile condanna in merito alla discriminatoria proposta avanzata dal Ministro leghista Maroni di schedare un popolo, ivi anche i bambini, su base etnica. La nostra Associazione ha sempre scelto di non essere ne` portavoce ne` rappresentante dei rom perché` crediamo che ciascuno debba essere la voce di se` stesso, camminiamo pero` quotidianamente fianco a fianco con i rom, soprattutto romeni, e siamo quindi in grado di poter dire che l'unico vero “problema sicurezza” per questo popolo in Italia, e` quello che le comunità` vivono quotidianamente sulla loro pelle e riguarda le condizioni in cui sono stati costretti a sopravvivere negli anni a causa dell'incompetenza totale delle istituzioni e della diffusa discriminazione da parte della gente comune.
Il razzismo ci rende insicuri. Per questo abbiamo deciso di organizzare il 17 giugno presso l’Aula Magna della Sapienza a Roma una grande assemblea contro il razzismo. Per questo abbiamo voluto mettere insieme mille voci cattoliche e laiche per i diritti dei migranti e dei rom. Il razzismo rende insicuri coloro che sono venuti in Italia a lavorare. Il razzismo rende insicuri uomini, donne e bambini che chiedono solo di poter vivere in pace. Il razzismo rende insicuri tutti noi.
12 GIUGNO ORE 12 LE ASSOCIAZIONI ROM PROMUOVONO UN PRESIDIO CON CONFERENZA STAMPA DAVANTI ALLA PREFETTURA DI MILANO CONTRO I PROVVEDIMENTI DISCRIMINATORI VERSO ROM E STRANIERI
L’avvio, nei giorni scorsi, della schedatura su base etnica della popolazione rom e sinta insediata nei campi nomadi comunali e nelle aree private di Milano e Provincia da parte della Prefettura, e non di un normale e utile censimento conoscitivo, è stato accompagnato dall’indignazione e dalla protesta di numerosissimi concittadini che hanno fatto pervenire e continuano ad inviare centinaia di lettere e attestati di solidarietà e condanna.
Da Rita Zaninelli riceviamo e pubblichiamo il documento del "comitato per i Rom" di Napoli "In solidarietà con i rom"
Il “Comitato Campano con i rom”, nato tre anni fa, riunisce associazioni laiche e religiose, gruppi italiani e rom e rappresentanti della società civile. Il comitato è nato da un profondo senso di indignazione per l’assenza di politiche accoglienti e soluzioni concrete ai diritti dei popoli rom. I comitato si pone come luogo di aggregazione e di riflessione sui problemi che i rom in mezzo a noi devono affrontare, svolgendo al contempo una forte azione di pressione sociale e culturale nei confronti delle istituzioni e della società civile. Purtroppo in questi ultimi vent’anni, in Italia e in Campania, non si è andato oltre soluzioni emergenziali e ghettizzanti per le comunità rom, togliendo così a loro la possibilità di costruire percorsi di cittadinanza.
Alla luce degli atroci avvenimenti di Ponticelli e del decreto-sicurezza del ministro Maroni:
All’assemblea delle associazioni del 27 maggio a Roma il vice presidente delle Acli, ha voluto lanciare una provocazione all’interno dell’assemblea delle associazioni: Dobbiamo stare attenti a dare sempre le colpe agli altri. Nei quasi due anni di governo di centro sinistra non siamo riusciti a far approvare nuove norme in sostituzione della Bossi-Fini. E noi come associazioni abbiamo seguito tutto il percorso di discussioni. Anche noi c’eravamo e non ci siamo accorti che l’opinione pubblica era sempre più spaventata e incerta. Ma io non credo che l’Italia sia un Paese razzista”. C’è un clima che favorisce l’insicurezza e la paura, che si diffondono tra le persone comuni, tra i nostri familiari. Per questo oggi è necessario recuperare il tempo perduto e ricominciare a spiegare alle persone che il rischio non viene dagli immigrati”.
"Un’azione indiscriminata nei confronti dei sinti e dei rom", che a prescindere dalla loro nazionalita' li presenti tutti come persone dedite alla criminalita' e' "una sfasatura della realtà oggettiva". Lo dicono - secondo l'agenzia Sir - i direttori degli Uffici Migrantes delle quindici diocesi del Nordest, riuniti insieme al vescovo delegato dalla Conferenza episcopale del Triveneto, mons. Luigi Bressan, con riferimento ai diffusi pregiudizi nel nostro Paese sui Rom e sui Sinti. Riguardo ai progetti di legge in materia di sicurezza che il governo sta approntando, i prelati commentano che essi "non possono vedere solo negli immigrati irregolari e clandestini la causa prima della situazione di criminalità e microcriminalità diffusa".
«I politici gareggiano a chi urla più forte, ma l'emergenza non esiste»
Petizione contro la violenza sui rom
L'appello lanciato da un gruppo di scrittori e intellettuali: «Nessun popolo è illegale»
MILANO - «Nessun popolo è illegale». Si conclude così la petizione lanciata online daun gruppo di scrittori e intellettuali italiani, «stanchi di assisterealla deriva razzista che attraversa l'Italia, purtroppo aggravata dallamorte violenta di Giovanna Reggiani».Una denuncia contro la «criminalizzazione di massa» alimentata daalcuni recenti episodi di cronaca: «Una donna è stata violentata euccisa a Roma - si legge nel testo. - L'omicida è sicuramente un uomo,forse un rumeno. Rumena è la donna che, sdraiandosi in strada perfermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quellavita. L'odioso crimine scuote l'Italia, il gesto di altruismo vienerimosso» .
Riportiamo un appello del gruppo EveryOne in merito al nuovo decreto sicurezza. Condividiamo molti concetti espressi nell'appello e nel rimarcare la nostra convinzione che non esiste libertà e democrazia senza la partecipazione attiva delle minoranze, sollecitiamo tutti gli amici delle minoranze Rom e Sinte a mettere in atto tutte le strategie per costruire UNA VERA PARTECIPAZIONE ATTIVA E PROPOSITIVA dei Rom e dei Sinti.
"Fermiamo il decreto della vergogna"
E' in arrivo un decreto sulla sicurezza assolutamente iniquo, frutto dell'ignoranza, dell'incompetenza, ma soprattutto dell'intolleranza, del razzismo e della xenofobia di chi governa abusivamente l'Italia.
Sabato 10 Maggio una ragazza rom romena di 16 anni è stata arrestata con l'accusa di aver tentato di rapire un bambino nella zona Ponticelli di Napoli e su questo gravissimo fatto, che deve ancora essere accertato dalle autorità giudiziarie, la nostra condanna è totale, ma non è possibile evitare di segnalare che la sua strumentalizzazione è vergognosa.
Sono stufi di essere chiamati per accogliere i rom, senza venire preavvisati degli sgomberi chiesti dalle amministrazioni locali. Di disintossicare i drogati senza un dialogo con chi decide le politiche di prevenzione. Di distribuire pasti caldi ai pensionati senza esser consultati da chi detta le regole dell’assistenza sociale.
Per questo oltre 40 fra le principali sigle del volontariato italiano ieri hanno scelto, non a caso, Milano per presentare un documento che condanna la logica degli sgomberi senza progetti alternativi e chiede alla politica di abbandonare la logica della «sicurezza» slegata dagli interventi di recupero sociale.
Se le autorità non rispetteranno i diritti umani delle famiglie rom, gli uomini e le donne del Gruppo EveryOne, fianco a fianco con i fratelli Rrom, opporranno alla brutalità una strenua resistenza nonviolenta
E' il momento per tutti coloro che continuano a ritenersi esseri umani di smettere di voltare la faccia di fronte alla violenza degli sgomberi, alla crudeltà delle forze del'ordine, alla tragedia di tante famiglie inermi messe sulla strada, umiliate, affamate, annientate dall'ingiustizia e dal male del razzismo che ha colto ormai a tutti i livelli le Istituzioni italiane.
Alla fine il campo rom di via Bovisasca non c´è più: oltre 150 baracche distrutte e gli ultimi rimasti, una sessantina tra uomini, donne e bambini, allontanati da vigili, poliziotti e carabinieri, in tutto un centinaio. «Uno sgombero elettorale», accusa il segretario della Cgil, Onorio Rosati, che insieme ad altre associazioni come Caritas, Arci, Acli e Casa della Carità rinuncia all´incontro fissato proprio ieri pomeriggio in prefettura per affrontare il problema e chiede un altro vertice «per discutere della situazione dell´intera Provincia e di soluzioni strutturali».
Ma la reazione più dura arriva dalla Curia, che ammonisce: «Gli sgomberi non sono la soluzione. La legalità è sacrosanta ma l´impressione è che si stia scendendo sotto i limiti stabiliti dai fondamentali diritti umani. Perché insieme alla dovuta fermezza non si è vista nessuna forma di assistenza, specie per i più deboli?». Parole forti, quelle dell´editoriale pubblicato sul sito della Diocesi.
L’operazione dell’Amministrazione battezzata“Rom delocation” solo in parte è coerente con il suo nome perché per il resto dovrebbe chiamarsi “Rom concentration”.
Difatti domani 12 famiglie rom vincitrici del bando 1999 con un decreto di assegnazione firmato dal sindaco sono convocate per scegliere un alloggio ad Arghillà nord dove oggi risiedono 106 famiglie.
Molti partiti politici nel loro programma elettorale evitano di affrontare la questione Rom, evitano perfino di scrivere la parola rom, sostituita con un generico minoranze etniche, tutto questo accade perchè temono che affrontare la questione Rom possa far perdere consensi elettorali.
E' vero, questo può accadere se si affronta con genericità la questione Rom, se invece persone esperte di questa minoranza realizzano uno specifico programma politico di interazione culturale con la minoranza Rom ed illustrato dettagliatamente ai cittadini siamo CERTI che questo porterà maggiori consensi elettorali, i quali saranno ancora maggiori se persone rom saranno soggetti attivi in questa strategia politica.
Nel dossier inviato dal Governo Italiano al comitato per le discriminazioni razziali ONU, le minoranze Rom e Sinte sono integrate e tutelate come tutti gli altri cittadini. Ma le associazioni Italiane dimostrano con i fatti il contrario.
Rom e sinti? Tutto bene, grazie. Incredibilmente, questo è quello che scrive il governo italiano al comitato Onu per l'eliminazione delle discriminazioni razziali (Cerd) che ieri ha finito di esaminare il dossier Italia.
Nella parte riguardante i rom, infatti, viene costantemente minimizzata la sostanziale segregazione razziale di una popolazione rinchiusa nei campi nomadi, chiamati così perché si presume che la caratteristica principale degli "zingari" sia il nomadismo.
ROM A TOR DE CENCI, I CITTADINI MINACCIANO DI BLOCCARE LA PONTINA
Situazione fuori controllo a Tor de Cenci, alla periferia sud di Roma, dove i cittadini esasperati dall'assedio dei rom minacciano di bloccare la Pontina. Lo denuncia Samuele Piccolo consigliere di An e membro della Commissione Affari Sociali in Campidoglio. «Due giorni fa l'ennesimo blitz delle Forze dell'ordine ha portato all'arresto di alcuni delinquenti e al sequestro di droga nel campo nomadi a riprova della situazione difficile che stanno vivendo i cittadini di Tor de Cenci, ormai ostaggi dei rom» afferma Piccolo.
Riporto l'esempio di una iniziativa di conoscenza del mondo Rom che rispetto ma non condivido affatto, perchè sbagliare è umano, perseverare è diabolico.
Iniziative simili per la conoscenza del mondo Rom sono state realizzate nel passato ed hanno prodotto danni enormi per l'assenza di partecipazione attiva di Rom e Sinti.
Iniziativa che ancora oggi definisce Rom e Sinti cavie da laboratoriosu cui scatenare la "libido scientifica".
Se è vero che queste ricerche hanno l’obiettivo di far conoscere la cultura Romanì, allora non si capisce come mai NON si promuova la partecipazione attiva di Rom e Sinti per la conoscenza della cultura Romanì, ma in particolare per non ripetere gle scelte sbagliate del passato, i cui danni oggi sono a carico solo di Rom e Sinti.
Quando finirà questa opera di “filtri” culturali per le minoranze Rom e Sinte?
Volendo usare un termine per definire la conferenza europea sulle popolazioni Rom e Sinte, svoltasi il 22 e 23 gennaio a Roma, utilizzerei le parole “INTERLOCUTORIA”, APERTA.
Aperta a che cosa?
Aperta per ripetere verso Rom e Sinti le politiche fallimentari del passato?
Aperta per un radicale cambiamento di metodo con un ruolo attivo di Rom e Sinti?
Di certo abbiamo evitato, almeno per il momento, la ratifica della politica securitaria verso le minoranze Rom e Sinte che questo governo ha messo in atto nell’ultimo anno.Diversi fattori imprevisti dalla politica, dalle istituzioni e dalla società civile hanno favorito questo STOP e su questi fattori sono convinto che si sia APERTO una riflessione politico/istituzionale.
Durante la conferenza Europea sulle popoalzioni Rom e Sinte l'istituto di ricerca IPSO di Renato Mannheimer ha presentato una ricerca commissionata dal ministero dell'Interno, la quale evidenzia una totale assenza di conoscenza delle minoranze Rom e Sinte da parte degli Italiani
Un italiano su tre sovrastima la presenza numerica dei rom in Italia, ignora che la gran parte di loro abbia la cittadinanza italiana: lo "zingaro" è percepito anzitutto come un "ladro” o un “delinquente” che “sfrutta i minori e vive di espedienti”. E' l"immagine che la popolazione ha dei rom sinti e camminanti secondo quanto illustrato in una ricerca presentata da Renato Mannheimer nel corso della Conferenza europea sulla popolazione rom in corso a Roma.
I dati segnalano una sostanziale ignoranza da parte della popolazione italiana delle caratteristiche relative ai rom, nonché un ampio divario fra la percezione dei punti chiave da parte degli italiani da un lato e da parte degli opinion leader delle comunità rom sinti e camminanti dall’altro.
“E’ un appuntamento molto importante, per la prima volta un governo italiano chiama a discutere sui rom e sinti con una conferenza nazionale. Ma per dare dei frutti dal punto di vista della ricadute concrete, la conferenza dovrebbe essere il momento dell’ascolto da parte dei politici.Essi dovrebbero sentire le nostre rischieste e il nostro modo di vedere le corse. Solo così si potranno trarre conclusioni importanti dal punto di vista delle politiche da attuare verso l’integrazione. Si tratta quindi di un appuntamento importante dal punto di vista politico, ma anche dal punto di vista culturale”.
Passando alla stazione di Cesena per recarmi a Pescara eccomi di fronte al nostro filosofo di Treviri; sta leggendo sconcertato le notizie sui quotidiani e ripete "l'uomo reale è riconosciuto solo nella figura dell'individuo egoista"! Lo guardo, ci salutiamo calorosamente e ci mettiamo a parlare dell'indiviudalismo dilagante; dei politici nazionali ed internazionali che parlano sempre di diritti senza mai rispettarli; dei padroni che dicono che se gli operai muoiono sul lavoro è colpa loro, degli insegnanti che decidono che i ragazzi dei quartieri popolari sono destinati al fallimento, degli uomini della finanza che parlano di risparmiatori e dei diritti del Capitale e delle sue istituzioni più rappresentative.
Doverosamente riportiamo il comunicato stampa della cooperativa Ermes che da molti anni è convenzionata con il Comune di Roma per interventi a favore della minoranza Rom nella Capitale.
Apprezziamo le precisazioni riportate nel comunicato in merito alla questione degli scuolabus separati per alunni rom, ma ci chiediamo se tutte le organizzazioni, pagate dell’ente locale per l'intervento a favore dei rom, con entusiasmo rivendicano una loro risposta efficace ai bisogni dei Rom, mentre le condizioni di vita della minoranza rom nella Capitale sono drammaticamente peggiorate, di chi è la responsabilità?
Poi non dobbiamo meravigliarci se qualcuno falsamente afferma che i rom non sono integrabili, o forse è questo l'equivoco che si vuole trasmettere?
Verona sta vivendo un'emergenza democratica. Giornalisti del quotidiano L'Arena minacciati da militanti di Forza nuova, pesanti intimidazioni a consiglieri comunali de "la Sinistra l'Arcobaleno", le poche case popolari concesse quasi unicamente a veronesi doc, criteri di abitabilità diversi per stranieri e italiani, zone off limits per i gay, bonus bebè soltanto ai bimbi di sangue italiano, chiusura della consulta degli immigrati. Ed un sindaco, Flavio Tosi, che sdogana l'estrema destra partecipando al corteo di Forza nuova e Fronte Veneto Skineads, dopo aver nominato all'istituto per la storia della Resistenza un musicista dei "Gesta Bellica" (poi dimessosi per lo scandalo), band antisemita inneggiante a Priebke.
Spesso in questo blog ho proposto e rivendicato la partecipazione attiva e propositiva di Rom e Sinti a tutti i livelli quale strategia politica ed organizzativa predominante per avviare qualsiasi processo di riconoscimento, di interazione e di integrazione culturale delle minoranze Rom e Sinte.
Questa mia proposta si sviluppa partendo dalle cause che hanno condotto al fallimento le politiche sbagliate del passato per le minoranze Rom e Sinte e le relative conseguenze sulle condizioni di vita subite solo da Rom e Sinti e non da chi ha proposto soluzioni sbagliate.
I giornalisti come Marco Travaglio, che fanno il loro dovere di informare liberamente i lettori, vengono etichettati come giustizialisti. Un bagno di folla riempie l'auditorium De Cecco a Pescara per accogliere come una star Marco Travaglio, ieri a Pescara per presentare il suo ultimo libro "Mani sporche", scritto a sei mani con Peter Gomez e Gianni Barbacetto. "2001-2007: così destra e sinistra si sono mangiate la 2° Repubblica" recita il sottotitolo.
Un attacco bipartisan alla politica del malaffare e delle clientele. E sarà per l'ondata di quell'antipolitica di cui Travaglio è uno dei teorici, sarà perchè non poteva capitare in Abruzzo in un momento migliore - tra parentopoli, cicloni, raccomandazioni facili e indagati eccellenti - fatto sta che ieri pomeriggio mancavano anche i posti in piedi per ascoltare il giornalista, affiancato dal procuratore Nicola Trifuoggi, dal sostituto procuratore Aldo Aceto e da Gianluca Fusilli, presidente dell'associazione "-40" che ha promosso l'evento.
Immediatamente roulottes per le persone sgomberate e confronto con le comunità rom del territorio: queste le proposte del Tavolo di dialogo creato oggi tra i partiti de La Sinistra – Arcobaleno, il Coordinamento Roma città democratica e solidale e le comunità intervenute nell’incontro –conferenza stampa tenutosi oggi 21 dicembre presso l’Arci di Roma. Erano presenti gli esponenti politici sia nazionali che locali, i referenti associativi ed i capifamiglia di Ponte Mammolo, allontanati dalle forze di polizia i primi giorni di dicembre.
Oggi pomeriggio l’Istituto Manthonè di Pescara in collaborazione con il V° circolo didattico mettono in scena il presepe vivente “ Gesù bambino è Rom”, un bambino rom di tre mesi interpreta Gesù. L’Istituto Manthonè ed il V° circolo didattico sono due scuole statali del quartiere tre di Pescara, quartiere alla periferia di Pescara con diverse problematiche sociali e con alta densità abitativa di famiglie Rom. L’iniziativa è rivolta ai giovani per capire l’importanza del dialogo interculturale e dell’integrazione culturale.
Quale percorso educativo è stato realizzato dalla scuola per dare le corrette informazioni sul mondo rom e sulla cultura romanì agli alunni?