"La convinzione di governare popoli inferiori, che aveva in certo qual modo il dovere di proteggere, ma per i quali non valevano le leggi del popolo dominante da essa rappresentato ”. (Arendt, Hannah)
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contatta la redazione di questo blog alla e mail: coopofficina@yahoo.it - COLLABORANO alla realizzazione questo blog: Nazzareno Guarnieri- Umberto Spada- Caldarelli Francesca- Bruno Morelli- Maria Grazia Dicati- Eva Rizzin- Santino Spinelli- Alain Goussot- Marco Brazzoduro - Stefano Montesi- Guarnieri Giulia- Di Rocco Claudio- Spinelli Antonella- Di Rocco Mauro- Guarnieri Franco. FOTO - Le foto di questo blog sono di Stefano Montesi e Maria Grazia Dicati
venerdì, 04 aprile 2008

Riprendiamo il tema affrontata dal filosofo Jacques Maritain in un libro del 1964 intitolato “L'educazione al bivio”; pensiamo che le tematiche di allora, anche se con variabili nuove, sono ancora di grandissima attualità. Viviamo in una società che non educa più, o meglio che tende a diseducare e a de-responsabilizzare facendo passare per libertà l'irresponsabilità di chi si fa invadere dai messaggi di un narcisismo diffuso che rende dipendente da chi gestisce le varie articolazioni del sistema mediatico e del sistema dei consumi. La libertà diventa indifferenza e assenza di personalità; la libertà si spinge soltanto a scegliere il prodotto da consumare ; tutto è mercificato , compreso la scena politica e la vita personale.

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postato da: coopofficina alle ore 21:18 | Link | commenti
categoria:pedagogia
domenica, 16 marzo 2008

Bambino storiaViviamo un momento particolarmente critico; il mondo dell'educazione sembra disorientato di fronte ai comportamenti degli adolescenti e dei giovani. Tuttavia stranamente vi è anche aria di abbandono; sembra che gli adolscenti siano diventati ingestibili e particolarmente arroganti, egoisti e indisciplinati.

Infatti i temi maggiori, anche a scuola, sono quelli della sicurezza e della violenza nonchè quelli legati all'assenza di voglia di studiare. Viene in mente la storia del dottor Frankenstein e della sua creatura; quel romanzo di Mary Shelley è di una grande bellezza poetica ma anche di una profonda intuizione pedagogica.

Il dottor Frankenstein, spinto dal sentimento di onnipotenza che può produrre il sapere scientifico , decide di creare, con pezzi di corpi umani raccolti nel cimitero, una creatura vivente.

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postato da: coopofficina alle ore 14:18 | Link | commenti (1)
categoria:pedagogia, minori
mercoledì, 26 dicembre 2007

Basta leggere un grande testo letterario oppure ascoltare la musica di un grande musicista , o ancora guardare il quadro di un grande artista e si coglie la forza espressiva cioè il carattere esteticamente originale della comunicazione. Ma quello che colpisce ascoldando Ciaikovskij , per esempio, o leggendo Victor Hugo è la forza etica della forma estetica dei sentimenti espressi; la forma ha un contenuto preciso che appartiene al messaggio dellartista , a quello che ha voluto comunicarci. L'estetica non è qui un guscio vuoto, una forma fine a se stessa ma un modo di esprimere e transmettere sentimenti e valori, di suscitare emozioni e riflessione.

 

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postato da: coopofficina alle ore 19:49 | Link | commenti
categoria:pedagogia
domenica, 16 dicembre 2007

Sono a Chatelet la città dove ho passato l'infanzia e la mia adolescenza; piccola città di una piccolo paese che si chiama, non si sa ancora per quanto tempo, Belgio. Passeggio nel piccolo cimitero dove è seppellito mio padre. Cammino nel freddo e il mio viso sente il vento che viene dal Nord ; cammino tra le sepolture, guardo i nomi delle persone: nomi belgi, walloni e fiamminghi, nomi italiani, spagnoli, portoghesi, polacchi, greci. In quel piccolo cimitero vi è la storia sociale del sud del Belgio; vi è scolpita la dura lotta delle diverse ondate d'immigrazione per i diritti e l'integrazione. Cammino e mi fermo davanti alla pietra tombale di Decellier , morto nel 1928, sotto il nome e la foto vi è la falce e il martello.

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postato da: coopofficina alle ore 19:13 | Link | commenti
categoria:testimonianze, pedagogia