"La convinzione di governare popoli inferiori, che aveva in certo qual modo il dovere di proteggere, ma per i quali non valevano le leggi del popolo dominante da essa rappresentato ”. (Arendt, Hannah)
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contatta la redazione di questo blog alla e mail: coopofficina@yahoo.it - COLLABORANO alla realizzazione questo blog: Nazzareno Guarnieri- Umberto Spada- Caldarelli Francesca- Bruno Morelli- Maria Grazia Dicati- Eva Rizzin- Santino Spinelli- Alain Goussot- Marco Brazzoduro - Stefano Montesi- Guarnieri Giulia- Di Rocco Claudio- Spinelli Antonella- Di Rocco Mauro- Guarnieri Franco. FOTO - Le foto di questo blog sono di Stefano Montesi e Maria Grazia Dicati
martedì, 20 maggio 2008

Non so se il merito sia la testimonianza del Professor Carpi o sia invece la costituzione della neofederazione Rom e Sinti Insieme, ma in questo momento sono profondamente orgoglioso  e commosso delle telefonate e dei commenti di Rom che manifestano il desiderio di uscire allo scoperto e di impegnarsi per il nostro popolo.

Ci auguriamo che questo sia solo l’inizio e che dopo Daniela Albanese altri sentano la necessità di dichiarare apertamente la loro identità al fine di vivere con serenità la loro appartenenza etnica per diventare modelli di identificazione positiva per il nostro popolo e per tutti coloro che non ci conoscono e ci disprezzano.

Grazie Daniela per il tuo coraggio!

Riportiamo due commenti a post di questo blog.

salve,
vivo a napoli e sono di origini rom.
mi chiamo Daniela Albanese,
mia nonna sposò un rom di pescara e mia madre si chiamava Guarnieri Virginia.
sarei felice se qui dove vivo, esistesse una qualche associazione rom in cui poter condividere anche in modo attivo il desiderio di aiutare quei rom che hanno avuto una storia diversa dalla mia che provengo da una famiglia socialmente accettata,che non ho dovuto vivere in baraccopoli e non subisco persecuzioni.
una parte di me reclama di venire allo scoperto ed unirsi ai fratelli dalle stesse origini. avverto forte il bisogno di appartenenza e solidarietà rom.
è possibile che a napoli esistano altre persone che come me hanno voglia di venire allo scoperto e solidarizzare con gli altri.
ho letto la testimonianza del prof.Carpi e mi unisco all'orgoglio della sua denuncia.
se è possibile avere informazioni in tal senso il mio indirizzo di posta è :

salve prof. Carpi,
mi chiamo daniela albanese ed anche io come lei ho origini rom e ne sono orgogliosa.
vivo a napoli, dove recentemente la situazione si è fatta davvero di emergenza e caos.
apprezzo molto quello che ha scritto e condivido pienamente le sue idee riconoscendomi nella sua voglia di denunciare le proprie origini e partecipare attivamente nel contrastare la lotta contro i rom.
anche io ho antenati che hanno avuto percorsi simili a quelli dei suoi e che si sono poi stanziati in abbruzzo.
il cognome di mia madre è Guarnieri , tipicamente rom, perchè mia nonna sposò appunto un rom.
sono nata da una famiglia integrata e socialmente accettata(mio padre era generale dell'esercito)ma vivo le mie origini con fierezza e voglia di recupero avvertendo come lei l'esigenza soprattutto in questo momento di associarmi al grido di ingiustizia e persecuzione diffuso.
credo nella possibilità che possiamo avere di dar voce a quella parte più indifesa e socialmente demonizzata che non sa e non può difendere se stessa.
anche io voglio essere in quella lista con lei, con il desiderio di poter fare qualcosa per chi ha le stesse mie origini ,ma una storia diversa.
mi farebbe piacere sapere se a napoli esistesse qualche associazione a favore dei rom in cui poter manifestare la mia solidarietà.
la ringrazio per la lettera che ho potuto leggere, mi ha dato il coraggio di venire allo scoperto.
la saluto "fraternamente". 

Quale Presidente della “Federazione Rom e Sinti Insieme” rivolgo un appello a chi, fino a questo momento, si è  mimetizzato, pregandolo di gettare la maschera e di unirsi al nostro fianco per costruire un mondo migliore, dove l’io e il tu possa veramente diventare un noi.

 

 


 

...
postato da: coopofficina alle ore 20:03 | Link | commenti (3)
Commenti
#1   20 Maggio 2008 - 20:17
 
finalmente! questa è la strada giusta! non lasciate che altri parlino per voi, ma parlate voi stessi, non c'è testimonianza migliore. angela
utente anonimo

#2   20 Maggio 2008 - 21:19
 
grazie angela, anche noi ne siamo convinti! ecco il nostro comunicato all' ansa: chissà quanti giornali l'avranno riportato e quanti dei nostri amici ci aiuteranno in questa operazione:

NASCE FEDERAZIONE,VOGLIAMO INCONTRARE MINISTRO MARONI

(ANSA) - ROMA, 19 MAG - È nata la prima Federazione rom e sinti in Italia. Raggruppa 19 associazioni di otto regioni italiane (fra queste Lombardia, Toscana, Abruzzo, Lazio, Emilia Romagna) per una popolazione stimata complessiva di oltre 15 mila persone. La prima azione la 'Federazione rom e sinti insiemè, che ha sede a Roma - spiega il presidente Nazzareno Guarnieri - sarà la richiesta di un incontro urgente al ministro Roberto Maroni sull'emergenza di queste settimane.
«Non intendiamo manifestare nè cavalcare il disagio - precisa - vogliamo sederci con le istituzioni e confrontarci. Vogliamo contribuire a rendere migliori le condizioni di vita dei rom, dei sinti e dei cittadini».
Intanto, Guarnieri protesta contro Massimo Converso, presidente dell'Opera nomadi - invitato questa mattina alla trasmissione di Rai1, Uno Mattina - in quanto «arbitrariamente si arroga il diritto di parlare a nome nostro. Non è un rom, ma imperterrito e ignorando lo statuto della sua stessa associazione, continua le sue incursioni nelle varie trasmissioni televisive interpretando i nostri bisogni e il nostro futuro, nonostante non sia riconosciuto dal mio popolo e sfiduciato dalla sua stessa maggioranza».
Critica anche la trasmissione Rai perchè «non ha invitato in studio un rom o un sinti per dare una corretta informazione ai cittadini?». (ANSA). 19-MAG
utente anonimo

#3   28 Maggio 2008 - 15:33
 
Anch'io ti saluto fraternamente, cara Daniela.
Spero di aver contribuito col mio coming-out a stimolare altri: dobbiamo parlare noi a nome di chi non siede in uno studio universitario, non tiene lezioni, non ha un computer e spesso non sa neanche parlare bene la nostra lingua.
Ho capito che non potevo tacere: la mia non e' stata una rivendicazione identitaria che anzi farebbe il gioco dei razzisti (andiamo tutti a chiuderci nelle nostre microidentita'), bensi' un modo per far vedere al maggior numero di persone che dobbiamo metterci in gioco in prima persona, che i pogrom razzisti non sono un lontano fenomeno da guardare alla TV con indifferenza, ma incidono in noi stessi, nel nostro vissuto, distruggono il tessuto identitario della nostra nazione, ci rendono peggiori: ci spingono a odiare non solo quattro straccioni, ma anche il nostro professore, collega o amico (il Carpi, sporco rom), o nostro figlio, nostro fratello ("ha sposato un negro!" "si e' messo con una russa!" "gioca a calcio coi marocchini!"). L'Italia non e' una nazione dall'identita' abbastanza forte per sopportare questo: ci disintegreremo come la Bosnia, e le nostre vite saranno annichilite.
Inoltre, fino ad ora eravamo amati all'estero perche', con tutti i nostri difetti, eravamo considerati tolleranti e cordiali: ora tutti bollano gli italiani non solo da mafiosi, ma anche da biechi e ottusi razzisti. Complimenti: un bel risultato davvero!
Purtroppo, il difficile e' arrivare alle orecchie del "ventre molle" d'Italia, che non legge le riviste di controinformazione, ma guarda solo il telegiornale delle otto, pieno di negri spacciatori, rumeni stupratori, zingari ladri di bambini, slave tutte prostitute...

Per quanto riguarda il problema sicurezza, esso esiste, e va risolto. Chi delinque va colpito, ma prego di riflettere su tre cose:
1) il modo migliore per far rispettare la legalita' agli immigrati (e la maggior parte dei rom, peraltro, non sono "immigrati") e' l'integrazione. Dobbiamo metterci in testa che il tessuto etnico del paese sta cambiando in modo irreversibile: ci sono tre milioni di immigrati in Italia, ogni dieci bambini che entrano all'asilo, uno e' figlio di immigrati e un altro di una coppia mista. Non possiamo evitare questo processo, in nessun modo. Non vengono qui in gita di piacere: ci vengono perche' aspirano a una vita dignitosa. Sono capaci quanto noi di lavorare, studiare, pensare, pagare le tasse, schierarsi politicamente, riempire le culle del nostro paese. Abbiamo due vie: o tenerli emarginati e trasformarli in un esercito di delinquenti e lavoratori al nero che ci odia e ci disprezza; oppure coinvolgerli a pieno titolo nel tessuto della nostra nazione. Nazione che CAMBIERA', come e' gia' cambiata mille volte dai tempi degli etruschi: entro una generazione tanti bambini saranno bilingui e avranno i nonni altrove, tanti saranno biondi, caffellatte, etc., la chiesa cattolica sara' affiancata da altre confessioni e da tanti, gialli, neri, rossi e verdi, che, come me, non pratica alcun culto. E allora? dov'e' il problema?
2) Per dare lezioni di legalita' a chi ruba perche' ha fame, e' ignorante e degradato (i poveri non sono mai come quelli dei "Promessi sposi": sono brutti, sporchi e cattivi) dovremmo rispettarla innanzitutto NOI. Siamo proprio sicuri di avere le carte in regola, sia come collettivita' che come singoli? Sarebbe bene riflettere prima di tutto su noi stessi.
3) Sono stufo di sentirmi dire che quei poveretti del Nord votano Lega nord a causa dei loro drammatici problemi! In casa mia entra un solo stipendio; ho un mutuo da pagare anch'io; gli aumenti di gas, luce, benzina, alimenti riguardano anche me; l'allegra lottizzazione del governo Prodi ha disgustato anche me; la fila alle poste la faccio anch'io; il bollo macchina lo pago anch'io (alla mia Ka, non alla Porche Cheyenne dei poveri industriali padani vessati); rubano le biciclette anche a me (anzi, soprattutto a me, dato che i padani con la villetta in genere hanno anche dobermann e garage). Eppure IO non sono diventato ne' fascista, ne' leghista, ne' mafioso.
Perche'? Perche' IO ho avuto la fortuna di poter ricevere strumenti culturali che mi permettono di astrarre, di inserire i miei problemi in un contesto piu' ampio, in una catena di cause ed effetti. Se in casa mia non ci fosse neanche un libro e io vedessi il mondo solo attraverso il telegiornale delle 20, sarei da tempo diventato fascista.
Una volta, per coloro che non avevano avuto la fortuna (o la voglia) di studiare, c'erano i grandi partiti come meccanismo pedagogico di massa, inoculatori di una cultura rozza e ideologica quanto si vuole, ma continue palestre di astrazione indotta.
Ora, o hai studiato e ogni tanto leggi qualche libro, o non hai difese, nessuna difesa. E i famosi problemi REALI ricevono risposte belluine e turpi, anche perche' ora l'"azione pedagogica" sul territorio la fa la lega, a Roma la fanno gli skinhead, mentre al sud continua a farla indisturbata la mafia.
Con simpatia

Guido Carpi

g.carpi@mail.ru
utente anonimo

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categoria:testimonianze