"La convinzione di governare popoli inferiori, che aveva in certo qual modo il dovere di proteggere, ma per i quali non valevano le leggi del popolo dominante da essa rappresentato ”. (Arendt, Hannah)
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venerdì, 16 maggio 2008

Preoccupato  per il clima  che si respira in Italia in questi giorni e la crescente chiusura verso le diversità culturali, etniche e religiose, che ricorda la campagna di denigrazione contro gli ebrei nei primi anni del nazismo, il professore Guido Carpi dell'Università di Pisa, (professore associato presso il Dipartimento di Linguistica "T. Bolelli" della Facolta' di Lingue e Letterature Straniere), incita i suoi colleghi rivelando loro le sue origini e esortandoli ad uscire dal recinto di interessi baronali e accademici per intervenire nel dibattito culturale.


”Noi siamo pagati per pensare e ragionare: se non interveniamo noi, il nostro Paese rischia una seria deriva culturale e politica

 Le  sue parole pesano come macigni in questi giorni nel dibattito E’ troppo facile identificare il nemico in un gruppo etnico ristretto e imputare loro le colpe del nostro presente. Con la crisi dei redditi e la recessione, il mondo politico dovrebbe trovare risposte più serie ai problemi della gente, parlando delle vere ragioni economiche. Le risposte di tipo reazionario e razzista impediscono di guardare avanti e trovare soluzioni intelligenti per il nostro futuro".

 

"Cari colleghi,di fronte all’ondata di turpi pogrom contro i campi nomadi e di fronte alla bestiale propaganda razzista alimentata da tutto l’arco parlamentare, non posso tacere: Voglio che si sappia che  sono zingaro anch’io, e non nel senso figurato in cui si solidarizza con l’oppresso di turno: il mio trisnonno, di cui non ricordo il nome ma che veniva detto “il Magiaro” arrivò con il suo carrozzone e col suo violino chissà da dove nella bassa Padana di inizio novecento”.


"E' troppo identificare gli zingari con i ladri e i delinquenti a piede libero, il problema è che non si fa niente per aprire un colloquio con gli elementi più responsabili di quella comunità e cercare di abbattere il muro di diffidenza che si è creato intorno a loro”.


La lettera di Carpi si conclude con un appello provocatorio: “Prego tutti coloro che provano sentimenti di fastidio, disgusto, aggressività nei confronti del popolo Rom, d’ora in poi di mettere nella lista anche me, al primo posto: io mi so difendere meglio dei poveracci nelle baracche”.


Il professore Carpi ci tiene a precisare che la sua denuncia non vuole limitarsi a una pura difesa del popolo rom in quanto discendente di quella etnia: “La mia è una constatazione che si allarga a tutte le minoranze che vivono con difficoltà sul territorio italiano. Da noi manca la volontà di dialogo e integrazione con chi percepiamo come “diverso” e interpretiamo come “pericoloso”.
...
postato da: coopofficina alle ore 18:51 | Link | commenti (1)
Commenti
#1   20 Maggio 2008 - 14:14
 
salve prof. Carpi,
mi chiamo daniela albanese ed anche io come lei ho origini rom e ne sono orgogliosa.
vivo a napoli, dove recentemente la situazione si è fatta davvero di emergenza e caos.
apprezzo molto quello che ha scritto e condivido pienamente le sue idee riconoscendomi nella sua voglia di denunciare le proprie origini e partecipare attivamente nel contrastare la lotta contro i rom.
anche io ho antenati che hanno avuto percorsi simili a quelli dei suoi e che si sono poi stanziati in abbruzzo.
il cognome di mia madre è Guarnieri , tipicamente rom, perchè mia nonna sposò appunto un rom.
sono nata da una famiglia integrata e socialmente accettata(mio padre era generale dell'esercito)ma vivo le mie origini con fierezza e voglia di recupero avvertendo come lei l'esigenza soprattutto in questo momento di associarmi al grido di ingiustizia e persecuzione diffuso.
credo nella possibilità che possiamo avere di dar voce a quella parte più indifesa e socialmente demonizzata che non sa e non può difendere se stessa.
anche io voglio essere in quella lista con lei, con il desiderio di poter fare qualcosa per chi ha le stesse mie origini ,ma una storia diversa.
mi farebbe piacere sapere se a napoli esistesse qualche associazione a favore dei rom in cui poter manifestare la mia solidarietà.
la ringrazio per la lettera che ho potuto leggere, mi ha dato il coraggio di venire allo scoperto.
la saluto "fraternamente".
utente anonimo

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categoria:testimonianze