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Ieri mattina, alla sala stampa di Montecitorio ( Camera dei Deputati), l’On. Mercedes Lourdes Frias ha presentato la proposta di legge per il riconoscimento di minoranze linguistiche ai Rom ed i Sinti.
Riportiamo integralmente il progetto di legge presentato dalla On. Frias.
Un significativo numero di delegati del comitato rom e sinti insieme erano presenti ed i delgati Eva Rizzin e Guarnieri Nazzareno nei loro sintetici interventi hanno:
1. denunciato la violenta discriminazione razziale e la determinata esclusione sociale e culturale che le minoranze Rom e Sinte sono costrette a subire;
2. rivolto un appello a tutte le forze politiche, di centro destra e di centro sinistra, per sostenere il progetto di legge per il riconoscimento dello status di minoranze linguistiche a Rom e Sinti;
3. sollecitato il Governo Italiano, gli Enti Locali e le Istituzioni ad adottare soluzioni per garantire un effettivo ruolo attivo e propositivo di rom e sinti a tutti i livelli
4. invitato il Governo Italiano rispettare ed applicare tutte le direttive, le risoluzioni e le raccomandazioni emanate dalle Istituzioni Europee per le minoranze Rom e Sinte.
Roma. Camera dei Deputati. Proposta di legge degli On. Frias e Mascia: Estensione delle norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche, di cui alla legge 15 dicembre 1999, n. 482, alle minoranze rom e sinti.
Relazione
Onorevoli colleghi! La legge 15 dicembre 1999, n. 482, definisce il quadro generale per l'attuazione dell'articolo 6 della Costituzione, affidando alle regioni e ai comuni precisi compiti di programmazione e di intervento in materia di tutela della lingua e della cultura delle minoranze linguistiche storiche.
La presente proposta di legge, facendo proprie le risoluzioni e le raccomandazioni adottate a livello comunitario, individua le modificazioni alla legge 15 dicembre 1999, n. 482, necessarie ad estendere alle minoranze rom e sinte la tutela assicurata dalla legge medesima alle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e a quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo.
Durante l’iter parlamentare della legge (atto Camera n. 169 della XIII legislatura) il riferimento alle minoranze sinte e rom fu stralciato dal provvedimento, nonostante più di una proposta di legge abbinata ne tenesse giustamente conto.
La grave omissione da parte del legislatore fu denunciata all’indomani dell’approvazione della legge 482/1999 da quella parte della cosiddetta “società civile” sensibile alle problematiche relative a tali minoranze.
Oggi come allora la considerazione che lo “stralcio” fosse coerente con le norme tipiche della legge, risulta infatti insufficiente.
Quel pregiudizio culturale, che storicamente e socialmente accompagna l’idea dei rom e dei sinti, sembrò infatti prevalere su un approccio più moderno e coerente ad una, seppur complessa, realtà sociale. La conseguenza di questa decisione fu quella di rinviare ad una legislazione ad hoc (peraltro mai varata) le realtà rom e sinta respingendo in una sorta di “ghetto culturale”, prima ancora che “legislativo”, un mondo ricco di esperienze e fermenti propri.
Attualmente i rom e i sinti che vivono in Italia sono tra i 100 mila e i 150 mila, la maggioranza dei quali sono cittadini italiani da generazioni..
La radicale trasformazione della società Italiana nell’ultimo cinquantennio ha necessariamente comportato dei processi di adattamento socio-economico di queste comunità. Tale processi non sono stati tuttavia sufficienti ad arrestare l’emarginazione di una consistente parte di questa popolazione, determinando conseguentemente il diffondersi di un’immagine negativa di queste comunità che sempre più spesso vengono percepite come un problema sociale.
Il rifiuto del diverso, diffusosi negli ultimi anni anche in seguito all’aumento dei fenomeni migratori, ha accentuato il clima di generale pregiudizio nei confronti di queste minoranze. Le resistenze diffuse a tutti i livelli, anche per l’ignoranza relativa alla storia e alla cultura di questi popoli, hanno permeato il dibattito politico inducendo le istituzioni a dare risposte inadeguate sul piano sociale.
Tra questi vi è, ad esempio, la realtà dei “campi” creati dalle amministrazioni locali spesso in totale assenza di dialogo con le comunità interessate.
Si tratta di moderni ghetti collocati vicino a periferie già povere e a rischio o vicino a zone industriali semiabbandonate.
Tale marginalizzazione si sovrappone alla povertà e al disagio delle stesse periferie incancrenendo problemi esistenti e creando in molti casi situazioni di “emergenza sociale”.
Con questa proposta di legge si intende pertanto riportare l’attenzione sulle minoranze sinte e rom in quanto portatrici di una cultura propria e superare le logiche segreganti e assistenziali che hanno condizionato le politiche degli ultimi anni.
Dopo secoli di bandi, espulsioni, persecuzioni, culminate con l’internamento e lo sterminio del periodo nazi-fascista, non riconoscere la specificità di questa cultura costituirebbe infatti una ingiustificata e ulteriore forma di discriminazione.
Il primo passo, a nostro parere, è il riconoscimento dello status di minoranze linguistiche (negato in Italia ma riconosciuto da paesi europei come Spagna, Svezia e Austria) al fine di costruire percorsi di riconoscimento reale delle diverse espressioni culturali presenti nel paese.
Tali percorsi devono inevitabilmente passare per la valorizzazione della lingua e della cultura proprie dei popoli sinti e rom.
Il loro riconoscimento coadiuverà la promozione di quei processi di inserimento sociale e formativi in ambito locale e nazionale, attivando peraltro una sempre più stretta collaborazione tra gli Enti locali e l’associazionismo che opera nel settore.
E’ significativo dunque che la presente proposta di legge novelli la legge 15 dicembre 1999, n. 482. Si ritiene infatti che a partire da questo riconoscimento debba prendere avvio un nuovo percorso teso a ricercare soluzioni legislative riguardanti le minoranze rom e sinti nell’ambito dei temi di volta in volta all’esame del Parlamento o delle assemblee regionali. Esattamente come oggi avviene per le altre minoranze che vivono sul territorio nazionale.
Oltre ad inserire i rom e i sinti nell’elenco delle minoranze linguistiche a cui la normativa vigente si rivolge, un comma aggiuntivo all’articolo 1 della legge n. 482 del 1999, stabilisce che
Si tratta di una previsione necessaria in considerazione della diffusione a macchia di leopardo delle comunità rom e sinte sul territorio nazionale.
Tale norma, peraltro, recepisce i principi dela “ Carta europea delle lingue regionali o minoritarie” (parte I, articolo 1, lettera c) che riconosce le “ lingue non territoriali” ovvero le lingue “che, sebbene siano usate tradizionalmente sul territorio dello Stato,non possono essere ricollegate a un’area geografica particolare di quest’ultimo”.
Roma, li 11 ottobre 2007-10-12 On. Frias, On. Mascia
ARTICOLATO DELLA PROPOSTA DI LEGGE
Articolo 1
Alla legge 15 dicembre 1999, n. 482, sono apportate le seguenti modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
All’articolo 1, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:
“2 –bis.
Al comma 1 dell’articolo 2 dopo le parole “ e croate” sono sostituite dalle seguenti: “, croate, rom e sinte”
Articolo 2
1) Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, al regolamento di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 2 Maggio 2001, n. 345, sono apportate le modificazioni necessarie al fine di adeguarlo alle disposizioni della presente legge.
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